Regione Siciliana

Itinerario/gita

ITINERARIO TURISTICO CONSIGLIATO

Descrizione

Scegliendo come punto di inizio del nostro giro, Piazza Umberto I°, ci incamminiamo verso via Barcellona per raggiungere la CHIESA MADRE, la Chiesa fu iniziata sotto il dominio dei Lanza, con una sola navata, nel 1614 è ancora in fase di realizzazione, verso la fine del 700 vengono ultimate le due navate laterali.
Poco lontano troviamo la Chiesa di SANTA MARGHERITA, oramai fatiscente, questo impianto è del trecento, ma è stato ricostruito all'inizio del 700, ha al suo interno l'organo, il pulpito, la balaustra e i mobili della sacrestia in legno.
Tornando sui nostri passi, dalla via Barcellona ci portiamo in via Trabia, qui vediamo il palazzo del principe, edificato nel 600, questi è stato per più di trecento anni, la sede dei signori del paese.
Li vicino spicca la Torre dell'Orologio, voluta da Don Cesare Lanza alla fine del 1500.
Sempre in zona vicino al Palazzo Trabia, troviamo la CHIESA DEI MONTI, questo impianto, dalla curiosa facciata color rosa, fu fondata nel 1500, conserva un meraviglioso crocefisso ligneo, opera di frate Umile da Petralia dietro l'altare vi è un'enorme quadro del 600, con una preziosa cornice, la tela è datata 1639, del pittore Amico.
Scendendo verso piazza Manfredi Chiaramonte, c'è la CHIESA DI SAN ANTONIO, il prospetto è neoclassico l'impianto e del 400, conserva all'interno una statua di San Isidoro, opera del 600, e una tela raffigurante Sant'Anna (1612) del pittore Vincenzo la Barbera di Termini Imerese.
Da piazza Manfredi Chiaramonte si scende ancora per arrivare alla chiesa più bella e più importante della città, SAN DOMENICO, che custodisce la Madonna dei Miracoli, la patrona di Mussomeli.
Questa chiesa nata da una leggenda, così come racconta un antico manoscritto del convento di San Domenico dice che giorno 8 di settembre del 1530, un povero paralitico che procedeva a dorso di mulo, stanco, si fermò all'ombra di un albero e si addormentò con le stampelle a fianco, quando si svegliò si accorse che poteva muoversi liberamente, e di poter camminare come aveva sempre sognato, stupito e invaso da grande gioia si mise a correre gridando al miracolo, molta gente accorse, e cercando di capire quale fosse la causa del miracolo, trovarono tra i rovi l'immagine della Madonna col Bambino, e la chiamarono Madonna dei Miracoli.
A poco più di cento metri da San Domenico troviamo la CHIESA DI SAN GIOVANNI, la chiesa risale ai primi del 1500 è costruita in pietra da taglio, conserva la statua dell'Addolorata di Francesco Biancardi realizzata nel 1875.
Nel 1795 la volta è stata dipinta dal pittore Palermitano Salvatore Bulgarelli, i dipinti sulle pareti dell'abside e dell'altare sono del bolognese Giuseppe Sala, la pavimentazione è stata rifatta nel 1804 con 9600 mattoni della fabbrica palermitana Malvica, nel 1824 sul campanile è stata issata la grande campana, realizzata nella fonderia di
Giuseppe Virdigano da Burgio.
Nella chiesa, sono conservati un crocifisso ligneo di Frate Umile da Petralia, un prezioso altare in pastiglia e due tele di Fra Felice di Sambuca, che raffigurano la morte del giusto e quella del peccatore, tra gli altri dipinti vanno ricordati, il miracolo del cieco nato e nel coro, Gesu' fra i dottori.
Tra le sculture un San Calogero, oggetto di culto al quale vengono offerti ex voto di pane che riproducono parti del corpo umano miracolosamente guarite.
Adesso andiamo a visitare la chiesetta della MADONNA DELLE VANELLE, questa chiesa è circondata dalla leggenda che racconta del principe d Cattolica vicario generale del regno, un giorno, intorno all'anno 1630, si salvò da un torrente
in piena, e ritenendolo un miracolo, promosse l'edificazione della chiesa.
Nella chiesa sono conservati alcuni dipinti del pittore di Mussomeli Salvatore Frangiamore e di Domenico Provenzani.
A qualche chilometro da Mussomeli appare maestoso il CASTELLO CHIARAMONTANO, ricavato su una roccia, è uno dei più belli della Sicilia.
Il Castello è una fortezza di impronta trecentesca con diversi saloni, cunicoli, pozzi, prigioni, torri merlate e una cappella che conserva alcune tracce di antichi affreschi, fu inaugurato nel 1370 dal suo fondatore Manfredi Chiaramonte,
offre la sua massima imponenza, dal lato sud e conserva quasi intatti i muri con i suoi merli e le finestre a bifora.
Salendo, dopo il ponte levatoio, si accede attraverso un portale in pietra, alle scuderie, un grande vano con il soffitto a botte, ancora alcuni gradini, e si arriva al secondo portale, entrando, a destra, vi è la sala delle guardie e la cappella con gli affreschi del XIV° secolo, a sinistra, la famosa sala dei baroni, dove si ordì la fallita congiura contro il re.
Vi sono ancora molti saloni, di cui l'ultimo con il tetto a doppia crociera.
Nei sotterranei la sala delle armi, pozzi e prigioni.
Molte sono le leggende che si raccontano, tra tutte, quella di un barone geloso che fece murare vive le sorelle
nella "sala delle tre donne", un cunicolo tutt'ora visibile, qui le tre donne con viveri appena sufficienti per il tempo di una guerra, sarebbero morte d'inedia per i tempi lunghi del conflitto.
Si racconta anche di un cavaliere spagnolo di nome Guiscardo de la Portes, che si invaghì di una giovinetta, ma trovò una forte opposizione da parte dei familiari della donna, al punto che lo fecero imprigionare nelle segrete del Castello
dove morì.
Da allora pare che il suo spettro vaghi per le stanze del Castello, alla ricerca della sua amata.
Poco distante dalla città, troviamo la NECROPOLI RUPESTRE DI CANGIOLI, piena di grotte e loculi, scavati nella pietra.
La necropoli di Polizzello, importante sito archeologico, si propone per le sue ceramiche, e come polo di cultura SICANA-EGEA con struttura sociale di tipo urbano.
Da questo sito sono stati trafugati moltissimi reperti, che sono andati ad arricchire le collezioni di privati.
MONTE RAFFE come Polizzello, dista dalla città alcuni chilometri.
Questo si trova in una altura che sicuramente a quei tempi doveva essere imprendibile, infatti non a caso dei piccoli villaggi si formarono nelle alture, che permetteva loro una facile difesa del proprio territorio.
Arrampicandosi sull'altura, si vedono i perimetri dei muri delle case, grotte e per terra si trovano moltissimi ciottoli di ceramica.
Reperti di Polizzello e Monte Raffe, si trovano nei musei di Caltanissetta e Agrigento.
Qualche anno fa, all'interno del municipio di Mussomeli, si era allestito un museo, per dave la possibilità ai visitatori, di vedere parecchi reperti provenienti da Polizzello, Girafi, Raffe e altri siti di minore importanza.
L'amministrazione comunale, ha deciso di spostarlo nella nuova sede di palazzo Sgadari ex sede comunale, da alcuni anni ristrutturata.



torna all'inizio del contenuto